Maurizio Barozzi

dal 24 APRILE al 6 MAGGIO

SOFFERTA POESIA NEL MONDO DEI VIVI

a cura di Grazia Giordani

Sembra pleonastica la firma nei dipinti di Maurizio Barozzi. Le sue tele parlano un linguaggio pittorico inconfondibile, ritmato da una ispirazione nata da un passato di dolore, ora sublimato dalla comprensione profonda dell’umano disagio. Il mondo dei clochards, dei diseredati, di chi vive ai margini della vita, si anima, vivificato dalla prodigiosa tavolozza dell’Artista che ci offre un viaggio colorato di sofferta poesia.Terragno, esplosivo, senza mezze misure, il nostro polesano d’adozione, “urla” gli effetti cromatici, coinvolgendoci nella sua visione tragica, talvolta addirittura grottesca, dove tele immense sono gremite di una folla che guarda nel vuoto, smarrita, con bocche quasi ghignanti, ironica con se stessa, messaggera della stessa ironia dell’Artista, schivo, alieno nel farsi avanti con la grancassa, critico nei confronti del successo a tutti i costi.Barozzi ci propone anche questa volta volti alterati, pensionati privi d’ombra, giocolieri, baskers perseguitati, gente allo sbando, ma non ci priva della capacità di sognare, perché, seppur attraversata dal dolore, nel suo lessico pittorico si legge una luce di speranza.

Nota biografica sull'artista

Il pittore e scultore Maurizio Barozzi nasce a Sermide, in provincia di Mantova, nel 1947. Si diploma all’Istituto d’arte di Castelmassa (Rovigo). Va a Milano dove frequenta l’accademia, ma viene attratto dalla vita dei barboni e per un periodo va a vivere insieme a loro. Polesano d’adozione, si trasferisce successivamente a Ceneselli, dove tutt’ora risiede da ben trentadue anni. L’ amore per la sua terra, il costante contatto col fiume Po, le origini contadine e le tematiche sociali, caratterizzano la sua vita e permeano le sue opere. Si tratti di colori o creta, i mezzi espressivi di Barozzi sono al servizio della visione interiore che diviene forma. Ogni figura che egli ci propone, dipinta sulla tela o modellata nella creta, ci colpisce con una forza espressiva dirompente. Siamo toccati dalle figure dipinte o scolpite che rappresentano artisti di strada, barboni, gatti, sfrattati e gente di periferia. In nessuna opera grafica, pittorica o plastica, si scioglie il mistero. Resta sospeso. E’ una sospensione capace di spingere la veduta fino ai limiti del visionario. Egli riesce ad imprimere nelle sue tele una forza pittorica grazie alla pastosità del colore. La realtà è dunque il punto di partenza da cui poter fantasticare e rielaborare i suoi soggetti. I dipinti di Barozzi, dai colori intensi e decisi, sono densi di pathos, malinconia e di riflessione. Da alcuni è considerato uno dei maggiori artisti contemporanei, non solo polesani.